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L’altra sera, la cassa che mi son scelto, c’era la cassiera una splendida quarantenne che non esagero sembra la sorella di Maria Cuffaro. C’era lei, io la guardavo, cercavo di fare il mio sguardo migliore mentre passava il formaggio, lo yogurt e il pane sopra al lettore ottico e io la guardavo, cercavo di fare lo sguardo quello giusto, poi lei mi ha guardato e mi ha detto Son trentadue franchi. Quattro cose, trentadue franchi, sinceramente mi sembrano troppi, le ho detto, saranno massimo sei franchi la mia piccola spesa. Sicché la cassiera si è subito allarmata e mi ha detto Cavoli, il cliente di prima non ha pagato. A quel momento l’ho guardata con uno sguardo ancora più profondo come a dire non ti preoccupare pago io la differenza, basta che poi ci mettiamo in pari a casa. Fatto quello sguardo lì, molto languido, lei si è alzata, è andata a rincorrere l’altro cliente.

Bloggo Intestinale: Batter cassa (via lapupachasonno) (via ilmuseodelmondo) (via pensierispettinati)

sparacchiato qui il 6 July 2009